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Apple, storia e leggenda di un morso

ByRedazione Ottobre 23, 2018 0Comments

Apple: tra ipotesi e leggende, a volte la nascita di un logo è meno misteriosa di quel che si possa immaginare. A volte. Perché la storia del morso di Apple, a distanza di oltre quarant’anni, è ancora da raccontare e interpretare.

Secondo voi, quale poteva esser il frutto preferito da Steve Jobs?

Ovviamente era la mela, ma il fondatore di una delle più importanti aziende del mondo, era anche un fan dei Beatles. Alcune tra le ipotesi più fantasiose sostengono che la mela sarebbe un omaggio alla “Apple Records”, la casa discografica del gruppo, o ancora che la scelta ricadde su apple per una ragione puramente alfabetica: apple viene subito prima di atari, la compagnia per cui Jobs lavorava prima di fondare la sua.

Quel che è certo è la prima pubblicità usata dalla compagnia, che fu quella dell’immagine di Isaac Newton seduto sotto un albero di mele. Era il 1976, e il progetto grafico affidato ad un ex socio di Steve Jobs, non raccolse un gran successo. Anzi, fu un disastro.  Circa un anno dopo, nel 1977, Apple commissiona all’agenzia pubblicitaria Regis McKenna l’incarico di un nuovo logo, stavolta professionale. Il grafico non fu scelto a caso. Janoff è un giovane promettente che dopo la laurea alla San Jose State University, inizia a lavorare per  una serie  di piccole  agenzie della  Silicon Valley.

Il logo Apple
Il logo Apple

Quando ricevette l’incarico, Janoff ebbe qualche dubbio: “Molte persone  – sostenne in un’intervista di Matt Rodbard  su  Sync Magazine –  dissero che Apple sarebbe fallita se avessero portato avanti il ​​logo” ( https://robjanoff.com/ ). In seguito troverà soluzioni geniali anche per IBM, FedEx, Volkswagen e Fiveer. Comunque quelli erano i giorni in cui Steve Jobs non aveva ancora certezze, lavorava ad uno dei primi prototipi di Apple II. Per Rob Janoff serviva trovare una soluzione per trasmettere la semplicità dei nuovi personal computer.

Per l’ispirazione – prosegue Rob Janoff  nell’intervista di Matt Rodbard – la prima cosa che feci fu quella di andare al supermercato, comprare un sacchetto di mele tagliarle a fette ed osservarle. Conoscevo quindi i punti forti di Apple Computer ed uno di questi era il colore, per cui sul logo decisi di mettere quelle che sembravano le barre colore su un monitor. L’ordine dei colori, mi spiace dirlo, non ha alcun mistero… semplicemente mi piaceva così. Il morso fa solo riferimento all’esperienza semplice e comune di mordere una mela. E’ stata solo una coincidenza che il termine “byte” (morso) si riferisca anche ai computer. E  non c’è alcun significato religioso relativo ad Adamo, Eva e il giardino dell’Eden.

I cambiamenti apportati da Steve Jobs

Quando a metà degli anni 90 Steve Jobs tornò a capo della compagnia, decise di apportare diversi cambiamenti, logo compreso. L’arcobaleno appariva un po’ obsoleto, e i pubblicitari confermarono che la apple era certamente più associabile alla mela che non ai colori. Si iniziò quindi a studiare un logo che mantenesse la mela, ma che giocasse sui toni del bianco, grigio e nero. I loghi proposti diedero subito un’immagine più seria e professionale dell’azienda, non solo: dopo anni passati a cercare di ricreare le esatte tonalità di colore colore presenti nel logo precedente, il bianco / nero /grigio risultavano adattabili a qualsiasi formato e disegno. Alla fine il risultato fu una semplice mela monocromatica, con un morso sano dal lato destro. L’ultima è la versione glass, completamente grigia, utilizzata dal 2003 ad oggi.

 

È qui che la storia ufficiale si confonde con le leggende.

 
Una di queste racconta che il simbolo sarebbe un gesto di attenzione verso la comunità gay. Una scelta anticonformista e controcorrente in linea con la cultura dell’azienda stessa. Secondo un’altra ipotesi Rob Janoff volle rendere omaggio ad Alan Turing, uno dei precursori dell’informatica. La sua morte avvenne per suicidio mediante la mela che aveva in precedenza avvelenato con il cianuro. Ma tutte queste versioni vennero smentite sia da Steve Jobs che dallo stesso Rob Janoff.
Tags: Logo
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