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La decolorazione del branding

Nel 1939, Il Mago di Oz inaugurò, sia narrativamente che letteralmente, una nuova era del colore nei media, quando Dorothy uscì dal suo mondo in tonalità seppia per entrare nella terra del tecnicolor. Sebbene il film non sia stato il primo a introdurre il colore sul grande schermo, è indubbiamente diventato il più iconico e influente. Oggi, tutto, dai brand alla moda, sembra abbracciare tonalità più neutre rispetto ai colori vivaci del passato. Uno degli esempi più chiari è Apple. Alla fine degli anni ’70, il logo dell’azienda era una mela arcobaleno; oggi la forma è rimasta, ma i colori sono completamente scomparsi.

I loghi stanno diventando più neutri e minimalisti

Secondo un articolo di Skyfall Blue Media, i brand stanno abbandonando colori come il blu e il giallo, o qualsiasi altra tonalità brillante, a favore di colori più neutrali come marrone, grigio e nero. Sebbene il rosso rimanga abbastanza costante tra i brand, questa tendenza dei loghi “senza colore” si sta diffondendo in tutti i settori. Forse la decisione di abbandonare la vivacità nel marketing e nel branding può essere collegata all’ascesa della “pubblicità minimalista”.

Poiché oggi la maggior parte delle informazioni si diffonde tramite i social media, catturare l’attenzione di qualcuno in pochi secondi è diventato fondamentale. Da qui la “pubblicità minimalista”: un approccio che trasmette messaggi semplici e diretti, evitando informazioni superflue. Questo tipo di marketing si è già dimostrato estremamente efficace per brand come Apple, McDonald’s e Nike, tutti i quali hanno aumentato la loro brand awareness dell’85% grazie a questo approccio.

Non solo branding, anche moda

Questo processo di “decolorazione” sta influenzando non solo le strategie di marketing delle aziende, ma sta diventando parte della nostra cultura. Recentemente, Pantone ha rivelato che il Colore dell’Anno 2026 sarà: Cloud Dancer, una tonalità di bianco. Nel frattempo, nell’industria della moda, colori come beige, nero e grigio stanno vivendo un grande ritorno. Nel 2024, la British Vogue ha scritto un articolo su come il grigio stesse rapidamente diventando un “colore preferito dalla folla della moda”.

Secondo una ricerca condivisa dal Science Museum Group Digital Lab (2020), è stato utilizzato il machine learning per tracciare i cambiamenti dei colori nei materiali e negli oggetti comuni, analizzando oltre 7.000 tra gli oggetti più utilizzati dal 1800 a oggi. Due secoli fa, si osservava una vasta gamma di colori, con tonalità nere, bianche e grigie che rappresentavano circa il 15% di tutti gli oggetti. Oggi, circa il 60% degli oggetti e materiali rientra in queste tonalità neutre. Il grafico sottostante illustra le tendenze generali dei cambiamenti cromatici nel tempo.

L’importanza di preservare i colori vivaci

Il colore è più importante di quanto molti di noi si rendano conto e spesso lo diamo per scontato. Evoca emozioni, trasmette significato e permette una comunicazione più efficace. I colori sono anche strettamente legati alle culture di tutto il mondo, portando simbolismi culturali, religiosi, spirituali e sociali. Svolgono un ruolo vitale nell’arte e ci permettono di esprimerci.

La “decolorazione” potrebbe essere in aumento, tuttavia ci sono molti vantaggi nel mantenere i brand colorati e vivaci, poiché è stato dimostrato che il colore gioca un ruolo fondamentale nella vita quotidiana ed è uno strumento di comunicazione potente che non dovrebbe essere trascurato.

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