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Inglese: il nuovo Esperanto?

Prima che l’inglese rappresentasse una forza unificante, dal tardo XIX secolo fino alla II Guerra Mondiale, l’Esperanto aspirava a diventare la lingua ufficiale dell’umanità.

Come la tecnologia continua a rendere il mondo un posto più piccolo, comunicare e avere a che fare con persone e aziende internazionali non è solo una possibilità, ma è l’unica via.

Il nostro CEO, la giornalista Debora Pasero, ha condiviso la sua esperienza su come l’inglese sia diventato per la comunità internazionale così distaccata dalla terra madre originale che alcune persone del Regno Unito potrebbero avere difficoltà a comprendere la versione dell’inglese parlata dalle persone in tutto il mondo. 

Un linguaggio nessun proprietario

Sviluppato da L.L. Zamenhof, l’Esperanto è un costrutto linguistico ideato con l’obiettivo di farlo diventare uno strumento universale di comunicazione. Zamenhof, un ebreo che viveva in Russia, ha combinato parole e strutture grammaticali presi dagli idiomi più parlati in Europa per creare un linguaggio che vorrebbe essere familiare e facile da imparare da più persone sparse per il mondo. Tuttavia, il sogno di pace di Zamenhof di unificare il mondo del linguaggio, non si è mai concretizzato. Sebbene gli esperantisti avessero guadagnato terreno negli anni ‘20, l’ascesa dei governi fascisti e nazionalisti soffocò rapidamente il movimento. 

Nel Vecchio Testamento, la Torre di Babele rappresentava il potere della comunicazione e della collaborazione umana. Un potere così grandioso che Dio stesso ha dovuto intervenire creando molteplici lingue prima che le persone potessero letteralmente e metaforicamente andare in paradiso. Nel XX secolo, quando l’umanità ha mostrato segni di unità tramite il linguaggio, il nazionalismo ha opposto resistenza. Le dittature riconoscevano la libertà di comunicazione, così come quella di conoscenza, una minaccia alla loro autorità.

Anglicizzazione

Mentre l’Esperanto perdeva lentamente terreno, l’inglese ha cominciato a crescere come lingua sempre più diffusa a livello internazionale. Non solo i Paesi che parlavano inglese si trovavano in tutto il mondo, rendendo le nazioni vicine più familiari con la lingua, ma Hollywood e le televisioni in ogni casa diffondevano parole ed espressioni inglesi in tutto il mondo. Oggi è molto più di una lingua: è un vero e proprio strumento. 

Sebbene non sia facile come l’Esperanto, l’inglese condivide sia la presenza di parole neutre sia il legame con le lingue romanze e con quelle germaniche. 

La struttura grammaticale inglese è meno complessa, non avendo la necessità di una coniugazione estesa e il vocabolario è per lo più bisillabico, rendendolo più facile da memorizzare. Con l’avvento dei social media e delle multinazionali, l’inglese è diventato lo standard del mondo aziendale e digitale. Molte lingue oggi incorporano gli anglicismi nel proprio vocabolario nativo. 

L’evoluzione dell’inglese da linguaggio comunemente parlato nel Regno Unito a prendere il posto dell’Esperanto come linguaggio universale è eccezionale. La giornalista e CEO di Scoprinetwork s.r.l Debora Pasero, ricorda come, mentre guidava un team internazionale di giovani giornalisti in diversi Paesi dell’Europa Orientale, la versione dell’inglese parlata dal team spesso aveva poco in comune con la lingua originale. «È stato divertente, spesso le persone provenienti dal Regno Unito non potevano comprendere che versione dell’inglese si stava parlando – spiega Pasero – le persone mischiavano le loro parole con le parole inglesi. L’inglese era uno strumento che usavamo e adattavamo alle nostre esigenze. Funzionava, tutti si capivano e andavamo d’accordo».

Uno per tutti e tutti per uno

Zamenhof una volta disse “ Io ho avviato l’Esperanto, ma i suoi diritti e crediti creativi appartengono alla comunità Esperanto”. Analogamente, l’inglese si è trasformato da essere “la lingua della Gran Bretagna” a diventare un mezzo di comunicazione quasi universale. Nonostante gli sforzi delle dittature di limitare la comunicazione tra i confini e le culture, l’umanità ha trovato una via. Lavorare insieme conduce a invenzioni innovative e a soluzioni ai problemi del mondo. Questo è possibile solo attraverso la comunicazione, e forse questa volta saremo in grado di completare quella famosa torre che porta al  paradiso. 

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Patrick Fasolis

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